Tre libri che non mi hanno del tutto convinta

Dopo il post dedicato ai Cinque libri che ho riletto più volte, mi è venuto in mente di parlarvi  di alcuni titoli che fanno parte della mia cosiddetta “zona grigia”: ovvero quel  personalissimo limbo in cui colloco i romanzi che non mi hanno del tutto convinta.

Oggi ve ne elenco tre…

 

L’uomo giusto al numero sbagliato di  Elle Casey
May Wexler, con la testa tra le nuvole, riceve un sms inaspettato e quell’sms le cambia la vita. Esce di casa, vestita com’è, con il suo chihuahua sottobraccio e cento dubbi in testa: deve andare a salvare la sorella che sta per far fuori metaforicamente i suoi figli schiamazzanti. La raggiunge in un bar malfamato della mistica New Orleans, però qualcosa va storto… Ma cosa?

Un romanzo irriverente, spassoso, con qualche piccola pecca narrativa che purtroppo sporca il brio delle prime pagine.
L’uomo giusto al numero sbagliato ha apparentemente tutte le carte in regola per un romance sbarazzino, anche passionale, adrenalinico. Eppure?
Forse c’è troppa carne al fuoco, forse la psicologia dei personaggi in certi passaggi non è ben approfondita.
Di certo vi farete tante risate, risate che potrebbero farvi schiattare, perché May è una ragazza davvero folle e Ozzie… Oh, Ozzie nell’aspetto è il classico alpha, ma in realtà è un gran tenerone. Uno di quegli uomini burberi che, poi, dimostrano di essere piuttosto sensibili.
La storia è semplice, un tantino lenta verso la metà e un tantino frettolosa nelle ultime pagine: infatti il finale non mi ha molto convinta.
Lo stile di Elle Casey, tralasciando quelle piccolezze che spesso denomino “americanate”, è alquanto semplice e diretto.
May è la voce narrante, infatti vivremo le mille (dis)avventure de L’uomo giusto al numero sbagliato seguendo il suo punto di vista: è un tòpos sulle righe, una ragazza che si fa venire le paturnie a ogni piè e sospiro.
Devo dire che ho preferito i personaggi maschili, nonostante vengano descritti tramite il POV della protagonista.
Mi piace molto l’idea di base del romanzo: questo gruppo stranamente assortito – i Bourbon Street Boys – che vivono per lavorare e proteggersi a vicenda.
Se non ci fossero state le “americanate” e qualche dettaglio narrativo poco convincente (per esempio l’addestramento di May che passa frettolosamente da mezza-schiappa a mezza-guerriera), avrei promosso a pieni voti il romanzo di Elle Casey.
Purtroppo L’uomo giusto al numero sbagliato si rivela una “lettura momentanea”, di quelle che leggi in un pomeriggio e senza soffermarti molto sui sentimenti, perché in verità – almeno per me – di emozioni ce ne sono davvero poche.
Insomma, a parte ridere per alcuni avvenimenti che rasentano il grottesco, non accade nulla di eclatante. Ok, May si innamora di Ozzie, ma per quale ragione?
Perché è bello da paura? Perché è sicuro di sé? Perché la eccita?
Forse mi aspettavo qualcosa di più, forse sono in un periodo no, chissà…
Consiglio il libro a chi vuole leggere una storia leggera, senza pretese, molto in stile USA, con una protagonista sbadata e un alpha-non-alpha.

 

L’imperfetta di Carmela Scotti
Cos’è l’imperfezione? Cosa ci rende diversi dagli altri? Siamo tutti figli dello stesso Dio? Domande che mi sono frullate in testa, mentre leggevo L’imperfetta, romanzo d’esordio di Carmela Scotti, finalista del Premio Calvino.

Un romanzo forte, un romanzo crudo nella sua poeticità, che rompe gli schemi dell’amore e del sentimento, perché non sono questi i protagonisti delle sue pagine.
Parlare de L’imperfetta mi è difficile, poiché è un romanzo che ho amato e odiato, un romanzo che mi è entrato dentro ma che per certi versi ho rifiutato.
Sarà per i continui sbalzi temporali, sarà che a volte il barocco era in eccesso. Resta, comunque, il fatto che ho adorato l’ambientazione: la mia Sicilia, il suo passato, i profumi del mosto, i tramonti rossi come arance.
Se lo stile della Scotti ha appesantito la lettura, quei scorci con i suoi colori rossi e gialli mi hanno totalmente destabilizzata.
Tramite gli occhi di Catena, ho visto la mia terra fiorire e appassire, diventare bella o imbruttirsi quando la superstizione ottocentesca dilagava e la peste chiedeva dazio.
Catena è un personaggio magnifico, forte, debole, testardo, timido. Una donna-bambina con il cuore pieno di tristezza, di voglia di vivere a modo suo, con le stelle che le parlano, i ricordi del padre cuciti nel petto, in mano un libro che lei sa leggere.
L’imperfetta è un’opera emozionante, non si può dire il contrario, ma purtroppo non mi sono ritrovata nello stile dell’autrice: chi mi segue sa che prediligo le penne forbite – amo l’aulico, lo ammetto! –, ma questa volta a mio avviso c’era quel “troppo” che in certi casi rende ardua la lettura.
Se non fosse stato per il “troppo”, se non fosse stato per la pesantezza che io ho avvertito, avrei promosso con voto pieno questo romanzo che molto ha da dare.
Ovviamente è solo un mio parere e il mio parere non è considerabile universale.
Consiglio L’imperfetta a chi vuole scoprire i sapori antichi, i sentimenti veri, a chi vuole provare su di sé il senso di sopraffazione quando la donna era considerata solo donna e non una Persona con la “P” maiuscola.
Un viaggio intimista, profondo, che toccherà l’anima del lettore pronto a sfidare le parole e la poesia.

 

Emancipated – L’altra faccia della libertà di M.G. Reyes
Emancipated – L’altra faccia della libertà
si è rivelato un romanzo arduo da recensire. Tanti i pareri contrastanti sul web, tante le persone conquistate, altrettante quelle che hanno deciso di non leggere il seguito.

Confesso che non so da dove iniziare: molti personaggi, molti background, moltissimi segreti – piccoli o grandi che siano. Sei protagonisti, sei personalità diverse: Candance e Grace (sorellastre: una superficiale, l’altra insondabile), Paolo (il disinvolto playboy), Lucy (la tormentata e bellissima del gruppo), John-Michael (il ragazzo gay incompreso dal padre), Maya (l’instancabile nerd).
Di capitolo in capitolo, le loro vite si intrecceranno tra le pareti della casa che condividono. Si conosceranno e li conosceremo: li ameremo, odieremo e ameremo. Non è facile usare sei POV per narrare una sola storia, quella dei misteri dell’anima, e devo riconoscere a M.G. Reyes la sua bravura per ciò.
Ha riempito il romanzo di piccoli indizi, a volte facilmente riconducibili, altre no, riuscendo a depistare del tutto il lettore. Però, forse, il troppo storpia?
Insomma, sì, il mistero è interessante, ma stiamo pur sempre parlando di uno Young Adult indirizzato ai giovanissimi.
Questo continuo rinviare al segreto un po’, a mio parere, rallenta la narrazione.
Quando pensi, infatti, di essere arrivato a un punto e lì che capisci di essere lontanissimo della verità. Come espediente è ottimo nei thriller, che io adoro, ma in questo genere di romanzo l’ho trovato un filo eccessivo. 
Se si sorvola questo aspetto, Emancipated – L’altra faccia della libertà è un’opera che vi terrà incollata alle pagine proprio per arrivare dove M.G. Reyes vuole portarvi.
All’inizio di questo articolo, ho affermato che è “arduo da recensire”, proprio perché leggendolo l’ho vissuto in modo duale.
Da una parte non vedevo l’ora che finisse, snervata dai troppi POV e dai continui riferimenti al mistero-non-mistero; dall’altra ero incuriosita al cubo, tanto che ho letto oltre metà romanzo in quasi due orette.
M.G. Reyes gioca bene le sue carte in alcuni punti, soprattutto quando a giocare sono Grace e Maya, i personaggi che più ho preferito, ma ti lascia a bocca asciutta arrivando sul finale.
La traduzione è impeccabile, come da sempre HarperCollins ci ha abituati. Lo stile è semplice, ma perfetto per il tipo di narrazione a sestuplo POV usato dalla scrittrice.
I personaggi sono la vera chicca, tutti diversi, anche se cliché dei cliché, ma tanto caratterizzati che riesci a individuarli dalle prime righe senza nemmeno leggere il nome a inizio capitolo.
Be’, Emancipated – L’altra faccia della libertà è un libro che si lascia leggere, che vi farà anche riflettere (almeno a me è capitato quando era il turno delle mie due eroine preferite). Una lettura discreta e poco pretenziosa, che vi farà comunque compagnia.


Quali sono i vostri libri da “zona grigia”?

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