Tre motivi per leggere Virginia Dellamore

Leggere non è solo una passione, leggere mi dà respiro, forza e libertà. Leggere è un bisogno quasi primario e, quando leggo qualcosa che davvero mi piace, la sensazione di completezza – con me stessa e il resto del mondo – mi appaga al 100%.

Poi, quando leggo un autore che mi prende sul serio il cuore, non riesco a non parlarne… 

 

Virginia Dellamore è una delle mie scrittrici preferite, non perché sia lo pseudonimo di una cara amica, non perché è una cara amica. Virginia Dellamore è una delle mie scrittrici preferite perché mi fa respirare, mi dà forza e libertà, perciò oggi voglio darvi tre motivi per leggerla.

1. Virginia Dellamore è Amabile Giusti 
Sì, avete letto benissimo: Virginia Dellamore è Amabile Giusti, un’Amabile in mussolina e perle, che ci regala un’altra parte di sé, mostrataci in piccolissima parte ne L’orgoglio dei Richmond.
La sua penna ha la capacità di mutare, adattarsi, trasformarsi da un genere all’altro con una naturalezza sorprendente: sa scrivere new adult e regency con stessa passione e professionalità, con stesso sentimento e potenza. Non si limita mai, si dà al lettore senza nessuna remora.
2. Le sue protagoniste
Opaline, Annis, Ophelia, Althea, Mary, Rosalynn e Prudence hanno in comune moltissime cose, tra cui… il salvarsi da sole. Infatti Opaline, Annis, Ophelia, Althea, Mary, Rosalynn e Prudence non sono le classiche donnine timorose e deboli, senza pensieri propri e identità proprie. 
Le protagoniste di Virginia Dellamore hanno carattere, parlantina a non finire e sanno dare del filo da torcere ai loro partner di (dis)avventure. Sui loro partner potrei scrivere un’ode di mille pagine, però, essendo una che crede moltissimo nel girl power, preferisco tessere le lodi di queste donne indipendenti nelle quali è impossibile non rivedersi: sì, anche se sono donne di inizio Ottocento. E personalmente adoro la malinconia di Opaline, l’esuberanza di Annis, il romanticismo di Ophelia, l’intelligenza di Althea, la scaltrezza di Mary, la dolcezza di Rosalynn e l’energia di Prudence.
3. Dialoghi, avventure, emozioni
Non c’è Virginia Dellamore senza dialoghi scoppiettanti, che mi fanno sempre esclamare: «Avrei voluto scrivere io questo botta e risposta!». 
I suoi dialoghi sanno di amore-odio tra protagonisti agli antipodi, che – per ceto o imposizioni dell’epoca – non avrebbero né ora e né mai dovuto interagire, protagonisti che alla fine si ritrovano avvinghiati in una spirale fatta di avventure folli ed emozioni fortissime. 
Questi dialoghi, queste avventure e queste emozioni sono il marchio di fabbrica di Virginia Dellamore quanto quello di Amabile Giusti, ma credo che nei regency il tutto si moltiplichi all’ennesima potenza. Almeno così è per me.

Be’, di motivi per leggere Virginia ne avrei tantissimi altri da elencarvi, ma devo assolutamente fermarmi qui, sennò questo articolo diverrebbe lungo quanto l’Autostrada del Sole e a leggerlo fino in fondo sarebbero in pochissimi… tipo “io, mammeta e tu” canterebbe Renato Carosone.
Dunque sono costretta a mettere un punto.
Solo per il momento, eh.

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